La
Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara racchiude i
comuni di Beverino, Bolano,
Borghetto Vara, Brugnato,
Calice al Cornoviglio, Follo,
Pignone e Riccò
del Golfo, facenti parte del Parco Naturale Regionale di Montemarcello
Magra.
La sua estensione è pari a 200,38 Kmq, corrispondente al 22,71%
della superficie provinciale, e, al suo interno, ospita il 10,31% dei
residenti dell'intera provincia spezzina. La popolazione ammonta, al
01.01.2001, a 22.771 unità, concentrate, in prevalenza, nei comuni
di Bolano e Follo.
Il territorio, a cerniera tra la provincia di Genova, la regione Emilia
Romagna ed il Golfo della Spezia, si sviluppa lungo il corso del fiume
Vara che scorre ed attraversa per tutta la sua lunghezza la valle omonima.
La Valle, percorsa fin dall'antichità da importanti vie di comunicazione,
è oggi facilmente raggiungibile con l'autostrada A12 che attraversa
tutta l'area e permette il collegamento con le principali strade provinciali
e statali.
Cenni storici
I primi insediamenti umani, a detta degli studiosi, si sono costituiti
nelle numerose cavità naturali presenti nella Valle.
Una suggestiva ipotesi testimonierebbe addirittura la presenza dell'uomo
di Neanderthal presso la caverna di Cassana (Borghetto Vara).
A partire dalla fine dell'età del bronzo e inizio di quella del
ferro si diffusero quegli insediamenti arroccati sulle alture noti con
il nome di Castellaro i cui resti, in alcuni casi, sono visibili ancor
oggi (basti pensare al Castellaro di Pignone).
I Romani, dopo aver combattuto e sottomesso le popolazioni dei Liguri
ed occupato i principali centri strategici, abbandonarono queste zone
spingendosi sulle coste.
A partire dalla dominazione longobarda, il centro egemone del territorio
divenne Brugnato che, in epoca feudale, fu sede vescovile, e, per sette
secoli, rappresentò un importante polo di unificazione religiosa,
culturale e civile.
La Valle conservò per secoli le sue caratteristiche contadine
e la nobiltà, ad eccezione del periodo feudale, non riuscì
ad affermarsi. I principali segni tangibili del potere nobiliare rimangono
il castello di Calice al Cornoviglio, oggi sede del Comune, quello di
Beverino ed i resti di alcune fortificazioni disseminati lungo tutta
l'area.
I borghi di derivazione medievale sono assai numerosi e, in molti, conservano
ancor oggi l'armoniosità e la semplicità che contraddistinguono
la cosiddetta "architettura rustica".
Il paesaggio
L'esteso territorio è connotato da un ambiente assai diversificato
che alterna i caratteri dei paesaggi di pianura a quelli, più
ondulati, di collina per giungere, infine, a quelli, più aspri,
di montagna.
Dall'ambiente più mediterraneo di Bolano e Follo, con vigneti
e oliveti che si aprono verso il mare, si passa, infatti, a quello più
ombroso dei paesi situati lungo il corso del fiume Vara e dei torrenti
fino ad arrivare ai paesaggi dei centri collocati sui crinali che presentano
splendide vedute.
Nei versanti a nord dominano i castagni, nella media valle si incontrano
boschi di cerri, frassini, roveri alternati a zone a pascolo e a prato
e in quelli più vicini alla costa prevale la macchia mediterranea,
i lecci nani, le eriche, i corbezzoli e la ginestra spinosa.
La civiltà del castagno
Per intere generazioni il ritmo di vita degli abitanti di questi paesi
è stato segnato dal ciclo vitale del castagno tanto da poter
parlare, per la Val di Vara, di "civiltà del castagno".
Del castagno selvatico si utilizzava il legno per le botti, le finestre
e le porte, le travi dei tetti, le tavole per solai, i cascinali ed
i fienili.
Il castagno domestico era invece coltivato per il suo frutto, la castagna,
che ha rappresentato e costituito per decenni il principale alimento
della valle.
L'economia della valle
Il trend negativo che, a partire dal 1997, contraddistingue la dinamica
imprenditoriale della Val di Vara, viene confermato anche per l'anno
2001 con una flessione dello 0,13% (fonte CCIAA - La Spezia). All'interno
della stessa area tuttavia vi sono comuni, quali Follo, Borghetto, Pignone
e Riccò del Golfo che hanno registrato, sempre nel 2001, una
variazione positiva e la presenza di settori economici in costante espansione.
Nel territorio della Media e Bassa Val di Vara, una delle zone più
verdi di Italia, si sono infatti duplicate le aziende biologiche, che
sono passate da 6, nel 2000, a 12 nel 2001, pari al 7,40% del totale
provinciale.
E' stata inoltre confermata la stabilizzazione degli agriturismi capaci
di fornire standard di qualità medi o medio - alti; accanto ai
servizi tradizionali, infatti, essi offrono una serie di attività
accessorie, ampiamente apprezzate dai fruitori di questa tipologia di
turismo, quali, ad esempio, il trekking, la mountain bike, le discese
in canoa, l'escursionismo, anche a cavallo, e le visite alle più
significative realtà storico - architettoniche.
Le locande e trattorie che operano nel territorio della Comunità
tengono fede alle origini della cucina che è ricca di spunti
propriamente liguri e, in particolare, genovesi. Origano, timo e maggiorana
vengono utilizzati con sapienza per dare il tocco di rifinitura ai piatti
più tradizionali.
Le viti e gli ulivi rappresentano, da sempre, colture privilegiate e,
da qualche tempo, sulla scia dei consensi lusinghieri conseguiti dal
Vermentino spezzino, il vino comincia ad essere una voce importante
nel patrimonio della Media e Bassa Val di Vara.
Le caratteristiche dell'ambiente favoriscono il grande interesse per
i prodotti della terra come le verdure, le erbe spontanee, le castagne
ed i funghi porcini. Un ruolo di primissimo piano è svolto, infine,
dall'olio di oliva locale.